Perché il mare è salato?

La salinità del mare è dovuta alla dissoluzione dei sali minerali delle rocce ad opera dei corsi d’acqua. Praticamente le acque dei torrenti e dei fiumi, scorrendo e scavando lungo il loro percorso fino ai mari di tutta la Terra, prelevano costantemente le minuscole parti minerali che compongono le rocce. Questi minerali o sali disciolti nell’acqua raggiungono il mare e si accumulano, concentrandosi fino al punto di rendere l’acqua salata. L’acqua dolce infatti non è totalmente priva di sali ma non sono presenti a concentrazioni tali da farcene percepire il sapore quando la beviamo -sulle etichette dell’acqua in bottiglia sono sempre presenti le percentuali del sali disciolti. Il sale più comune presente in mare è proprio quello che utilizziamo a tavola, il cloruro di sodio, ma oltre a questo sono presenti oltre 50 tipi diversi di sali come il cloruro di magnesio, il solfato di sodio, il solfato di potassio e persino particelle d’oro!

La concentrazione salina oceanica è mediamente di 35 grammi per litro (3,5%). Questa concentrazione è lievemente variabile in base a molti fattori tra cui la temperatura. Più fa caldo, più l’acqua è in grado di sciogliere i sali; infatti ai tropici l’oceano risulta più salato rispetto ai poli. È per questa caratteristica che si raccomanda di buttare il sale per la pasta solo quando l’acqua bolle!! Quando invece le temperature scendono sotto lo zero e si forma il ghiaccio, la struttura cristallina che assumono le particelle d’acqua espelle i sali ed è per questo che i ghiacciai del Polo Nord e del Polo Sud sono delle enormi riserve di acqua dolce.

La variabilità di concentrazione salina si estende anche lungo la colonna d’acqua. In superficie l’oceano è più salato rispetto alle sue profondità abissali. Questo è dovuto prima di tutto dall’abbassamento della temperatura ma anche dalla maggiore pressione dovuta alla colonna d’acqua soprastante. I diversi sali ad un certo punto precipitano, cioè non sono più in grado di disciogliersi nell’acqua, le particelle si aggregano formano dei “granelli” che sprofonderanno negli abissi a formare nei millenni il fondale oceanico. Una piccola parte di questi sali viene usata dagli organismi marini che necessitano del calcio e bicarbonato per costruire i gusci protettivi: di questi animaletti, una volta morti, resta solo la conchiglia per la nostra collezione.

L’evaporazione favorisce la concentrazione salina perché i sali non evaporano.  Possono in qualche modo “galleggiare” nell’aria come spawl salino dando quel caratteristico odore (per l’appunto) all’aria di mare, ma la pesantezza dei sali rispetto ai gas atmosferici li fa presto ricadere al suolo (o di nuovo in acqua). Per questo la pioggia, che si forma negli strati alti dell’atmosfera, comunque non potrà mai essere salata. Ogni anno evaporano dagli oceani 120mila km3 di acqua pressoché pura che, dopo essere ripiovuta dal cielo, tornerà a scorrere nei fiumi, caricandosi di altri sali che verranno deposti in mare. Ciò non significa però che la concentrazione salina aumenterà nel giro di qualche decennio, ma nemmeno che non cambierà mai. Il ciclo idrogeologico va avanti da miliardi di anni, da quando la temperatura superficiale del nostro pianeta si è raffreddata abbastanza da poter ospitare acqua liquida sulla sua superficie. Nel Precambriano, periodo che risale ad oltre un miliardo di anni fa, quando la vita sulla Terra si stava appena formando, le acque degli oceani erano probabilmente dolci o sicuramente molto meno salate. Sulla terraferma cominciarono a scorrere i primi fiumi, corrodendo le rocce e portando nelle ere geologiche alla concentrazione salina attuale. Ora ci troviamo in una situazione di stato stazionario, cioè di equilibrio tra salinità ed evaporazione. Nulla vieta però una variazione nel corso dei prossimi secoli, in base alla mutazione del clima del nostro pianeta, ma non saranno effetti visibili in tempi  umani.

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Ma non tutti i mari hanno la stessa salinità: mari come il Mediterraneo, il Rosso e il Baltico che sono mari “chiusi”, con uno scarso ricambio d’acqua con gli oceani adiacenti, hanno delle concentrazioni di sale più alte rispetto alla media. Nulla in confronto però con il Mar Morto, la cui salinità è del 27,5%, quasi otto volte maggiore rispetto alla media! Questo è possibile innanzitutto perché il Mar Morto (come anche il Mar Caspio) in realtà è un lago, chiamato mare sia per le sue grandezze che per la sua caratteristica di essere salato, e poi perché ha un enorme apporto di sali minerali, alto tasso di evaporazione e alta temperatura. Il Mar Morto si trova anche ad una profondità di 395 metri sotto il livello del mare (quello vero!) e la sua forte concentrazione salina è così densa che chi vi si immerge riesce a galleggiare facilmente.

Curiosità: con il sale idealmente ricavato da tutti gli oceani si potrebbero coprire tutti i continenti emersi con uno strato spesso 150 metri.

Massimo

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