Carta, sasso, forbice.

Disclaimer: non c’è nessun disclaimer, ma mi piace iniziare gli articoli così e quindi lo metto lo stesso. Per ripagarvi dei dieci secondi persi a leggerlo, vi faccio scoprire un bellissimo modo per sprecarne altri 600.

Ho notato, rileggendo gli altri miei post, che tendo sempre ad introdurre argomenti senza poi trattarli nella loro interezza: rinvio spiegazioni, rimando a definizioni generali e accenno a periodi storici che puntualmente rimangono persi nel Tempo. Mi perdonerete se continuerò a fare così, per approfondire ci sono libri di testo (spesso usati dal sottoscritto come fonti), saggi, corsi universitari, gli Angela… Qui continuerò a dare sfogo al mio amore sfrenato e infantile per gli aneddoti e gli esempi pratici: ci sarà ben un motivo se “L’altra faccia dello specchio” non è il libro più venduto di Konrad Lorenz, no?

Quindi, bando alle ciance e parliamo di strategie e tattiche, ovviamente nel campo del comportamento animale: per le prime si intendono delle regole decisionali determinate geneticamente. Vien da sè che se due animali applicano due strategie diverse, alla base ci saranno delle differenze genetiche più o meno importanti. Con “tattiche” invece si intendono dei pattern comportamentali all’interno della stessa strategia, ad esempio “menalo se è più piccolo di te, scappa se è più grosso, ridi di lui se porta gli occhiali”. [1]

Un esempio veloce per farvi capire la differenza: i maschi del rospo calamita (Bufo calamita) cantano durante il periodo della riproduzione per attirare le femmine. Regola di base: più il maschio è grosso più il suo canto è forte e più piace alle femmine. E non tutti i rospi sono grossi uguali, i giovani saranno ovviamente più piccoli degli individui adulti. Spesso succede che un maschio detto “satellite” (il quale non canta) si piazza di fianco al Pavarotti di turno (chiamato maschio “caller”) e zac!, la metà delle volte gli frega la femmina che si è avvicinata a quel bel richiamo baritonale così evolutivamente appetibile. Come avviene la decisione dei maschi sul ruolo da giocare? In base ai concorrenti presenti in gara: si è visto che eliminando il maschio caller, il satellite si mette a cantare a sua volta, non avendo un concorrente a lui superiore [2]. In generale possiamo dire che la tattica del maschio di rospo calamita è “satellite se è X volte più grosso di me, caller se sono X volte più grosso di lui”. Questi ultimi hanno una percentuale di accoppiamento maggiore, ma semplicemente perché alcuni caller non sono accompagnati da un rospo più piccolo pronto a fregargli la femmina. Parliamo, in questo caso, di strategia condizionale (perché varia in base a determinate condizioni) con due tattiche alternative.

Le strategie alternative, invece, dipendono come abbiamo detto da differenze genetiche: in una data popolazione ci saranno dei polimorfismi dal quale scaturiscono le differenze comportamentali. Come ho ripetuto spesso, anche il comportamento è un carattere sottoposto a selezione naturale: la conseguenza di ciò, banale ma importantissima, è che se un comportamento comporta risultati negativi o è semplicemente meno efficace di altri modelli di comportamento questo verrà, a lungo andare, eliminato dal pool genico della tal popolazione. E quindi? Beh, quindi se troviamo 3 strategie alternative, tutte e tre presenti allo stesso tempo, vuol dire che sono tutte e tre “bilanciate” e con, in media, la stessa percentuale di successo. Un gioco evolutivo di sasso-carta-forbice, a voler fare una metafora, dove ogni strategia ha i mezzi per essere migliore di una ma perdere contro l’altra. Ovviamente in natura sarà rarissimo trovare un bilanciamento perfetto e ai morphi meno rappresentati verrà in aiuto quella che viene chiamata selezione frequenza-dipendente (in parole povere, i fenotipi più rari sono avvantaggiati o tendono ad essere preferiti, per approfondire potete andare qui, quo e qua).

Per non dilungarmi troppo, partiamo subito con gli esempi: il primo è forse il più famoso e riguarda gli uccelli combattenti (Philomachus pugnax). Il maschio di questa specie, come forse si può intendere dal nome, è manesco e difende molto aggressivamente il suo territorio e il suo harem di femmine. E’ però presente in due fenotipi diversi: mentre la maggioranza dei maschi presenta una gorgiera nera e appariscente, il 16% di loro ha un piumaggio più chiaro e una gorgiera totalmente bianca. Mentre i primi lottano e combattono per difendere le femmine, i secondi si comportano da satelliti, un po’ come i rospi di cui sopra. A differenza loro, però, tutto ciò è determinato geneticamente: un gruppo di ricercatori nel 2006, è addirittura arrivato ad evidenziare la presenza di un terzo polimorfismo, presente in bassissima percentuale (<1%), il cui fenotipo è praticamente identico a quello della femmina, tant’è che a volte gli stessi maschi cercano di copulare con loro [3]. Anche loro, probabilmente, riescono ad accoppiarsi furtivamente quando il grosso maschio nero è andato a litigare con altri grossi maschi neri.

Maschi di uccello combattente ( il morpho femminile non è presente in foto)

Stessa storia, altri (micro)mondi: l’isopode marino Paracerceis sculpta si riproduce all’interno della cavità di un porifero (comunemente detta spugna) e anche qui troviamo tre polimorfismi: il maschio alfa, grosso e dotato di spine addominali, si piazza davanti all’entrata della spugna e fa la guardia alle femmine, pronto a menare qualsiasi altro maschio provi ad invadere il suo territorio. Il maschio beta, più piccolo e senza spine, assomiglia ad una femmina e frega così la guardia dell’alfa, che lo lascia entrare senza colpo ferire: una volta dentro, immaginate Zio Paperone nel Deposito. Infine il maschio gamma, il più piccolo e sfuggente come un’anguilla, si infila nell’harem eludendo la guardia dell’alfa grazie alle sue ridotte dimensioni e alla sua rapidità. Esperimenti in laboratorio hanno dimostrato come, all’aumentare delle dimensioni dell’harem, aumenti il successo delle strategia beta e gamma e come, in generale, tutte e tre le strategie avessero le stesse probabilità di successo (intese come successo riproduttivo), giustificando quindi la loro contemporanea presenza all’interno della stessa popolazione [4].

Polimorfismi di Paracerceis sculpta

La terza (e ultima) storia riguarda delle lucertole californiare e i loro colori. Per non appesantire ulteriormente questo pippon… articolo, ve la lascio raccontare da un breve video, ottimamente curato dal canale Youtube Deep Look, (è in lingua inglese, ma molto comprensibile e compreso di sottotitoli):

Grazie della lettura e arrivederci alla prossima incursione nel mondo del comportamento animale!

Fabrizio

Fonti:

[1]  An Introduction to Behavioural Ecology by Nicholas B. Davies, John R. Krebs, and Stuart A. West; Wiley Ed.

[2] Arak, Anthony. “Callers and satellites in the natterjack toad: evolutionarily stable decision rules.” Animal Behaviour 36.2 (1988): 416-432.

[3] Jukema, Joop, and Theunis Piersma. “Permanent female mimics in a lekking shorebird.” Biology letters 2.2 (2006): 161-164.

[4] Shuster, Stephen M., and Michael J. Wade. “Equal mating success among male reproductive strategies in a marine isopod.” Nature 350.6319 (1991): 608-610.

Fonti immagini:

arkive.org

wikicommons.org

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