Calendario delle Ere Geologiche

Nello scorso articolo avevamo parlato di Orologio delle Ere Geologiche (a cui vi rimando per tutte le note), dove avevamo giocato a comprimere la storia della Terra in 24 ore, utile, volendo, a prendere in giro il vostro partner usando non a sproposito affermazioni del tipo ‘ci stai mettendo un’Era a prepararti’ quando dovete uscire. Ma ci eravamo lasciati dicendo che il trucco era applicabile anche in contesti temporalmente più ampi, come un anno; in questo modo, risulta ancora più chiara la percezione del passaggio delle Ere, dove possiamo apprezzare, una volta di più, quanto ci ha messo il nostro Pianeta a diventare quello che conosciamo. E, aggiungo io, dando una bella botta al nostro egoismo antropocentrico.

Iniziamo quindi il nostro viaggio, 4,5 miliardi di anni fa: siamo alla mezzanotte del 1° gennaio. I romantici staranno ancora dando il primo bacio dell’anno, i più fortunati si staranno abbandonando ad un amplesso che li porterà, in alcuni casi, a festeggiare un fiocco rosa o azzurro a settembre. Gli altri staranno sbevazzando felici in giro per le piazze, alle feste o, se siete Grignani, sul palco del concertone Rai. La nostra Terra è appena nata, ed è per ora solo una palla infuocata, tutt’altro che accogliente. Ci metterà un po’ a raffreddarsi e a ospitare i primi esseri viventi. Circa un miliardo di anni, circa un quarto di tutta la sua vita. Per noi poveri sacchetti biologici dalla data di scadenza entro e non oltre il secolo di vita (se ci va bene, altrimenti esattamente pochi mesi prima della pensione), capire la grandezza di un miliardo di anni è molto difficile. Ecco che ci viene in aiuto il nostro calendario: siamo arrivati al 28 marzo. Quasi tre mesi, appunto, un quarto del nostro anno geologico. Del bambino concepito la notte di capodanno si sa già il sesso, le nausee materne saranno già finite e già si pensa al colore della cameretta. Il 28 marzo fanno capolino le prime forme di vita, le cellule Procarioti e inizieremo ad avere i fossili più antichi. Nonostante sia praticamente passata una stagione intera, e siamo ormai astronomicamente in primavera, la Terra ha appena iniziato il suo lungo processo di trasformazione. Sarà ormai estate inoltrata, il 9 luglio, quando la nostra molecola preferita, l’ossigeno, inizierà a formarsi nell’atmosfera, mettendo i primi mattoncini affinché la vita come la conosciamo noi possa far parte delle terre (e aria) emerse. Altri tre mesi di poca attività, giusto il tempo di sistemare l’atmosfera per non permettere al Sole di spazzare ogni tentativo di vita con i suoi venti. Abbiamo iniziato da sette mesi l’anno, ma c’è ancora moltissimo da fare avere il nostro Pianeta così come lo conosciamo. Con l’estate quasi esaurita, il 4 settembre, finalmente avremo le prime cellule Eucarioti, quelle con il DNA avvolto in una membrana nucleare, che porteranno ad organismi più complessi di quelli Procarioti e con loro, anche i tessuti, gli organi, che andranno a costituire veri sistemi; in parole povere: animali e piante. I nostri genitori ‘di capodanno’ staranno aspettando con trepidazione la nascita del loro figlio, e in un certa maniera anche la Terra si sta preparando alla nascita della vita ‘superiore’ (passatemi il termine). Alle cellule Eucarioti occorre poco più di un mese per poter sviluppare un esoscheletro: il 16 novembre fanno la loro comparsa gli artropodi trilobiti. Ancora una volta vi invito a riflettere; è quasi la fine dell’anno e siamo in un punto della storia che per noi è lontanissimo. La Terra sembra me con lo studio all’università: passare la maggior parte dell’anno a cazzeggiare, per poi tentare quei 6-7 esami gli ultimi mesi. Solo che lei ce la farà. Infatti, una settimana dopo i trilobiti, ecco spuntare i primi pesci, seguiti, il 27 novembre, dalle prime piante vascolari. Gli anfibi inizieranno la colonizzazione delle terre emerse all’inizio di dicembre, mentre i rettili gli faranno compagnia giusto in tempo per la settimana bianca al ponte della Madonna. I rettili più famosi e cinematografici della storia muoveranno i primi passi, insieme ai primi, piccoli mammiferi, il giorno di Santa Lucia, per cui io avanzerei l’ipotesi che il t-rex sia bergamasco o bresciano. Gli uccelli spiegheranno le ali il 16 dicembre e il 21 dicembre finalmente anche i fiori andranno a colorare tutti i paesaggi della Terra. Non riusciranno a godersi i regali di Natale i dinosauri, perché già a Santo Stefano saranno destinati all’estinzione, con lo sviluppo però dei mammiferi, che finalmente (per noi) incominceranno a farla da padrone sul Pianeta.
Arriviamo a San Silvestro. Quanti di noi odiano la frase ‘cosa fai a capodanno? ’. Una domanda che la Terra non si pone perché fin troppo indaffarata. La mattina, verso le sei del mattino, arriva il primo ominide, Lucy. Ma deve prepararsi, perché la serata si preavvisa numerosa! Il resto degli invitati attarda ad arrivare: gli Homo sapiens solo 4 minuti prima della mezzanotte addirittura. Ma non arriva da solo, nei rimanenti minuti si susseguono l’ultima Era glaciale, l’Epoca Egizia, la Cultura Ellenistica e l’Impero Romano, il MedioEvo (a cinque secondi dalla mezzanotte), la scoperta dell’America, il Rinascimento, la Rivoluzione Industriale, la Prima e Seconda Guerra Mondiale, fino ad arrivare ai giorni nostri!

4 minuti soltanto di 365 giorni. Pensateci, la prossima volta che pensate che la Terra sia stata creata per noi, o avete la presunzione che dopo di noi sia destinata a finire. Siamo davvero la specie principale e più importante del Pianeta?

Alan

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